Carnevale tra regioni e usanze
Le usanze di carnevale tra le regioni italiane
Regione che vai usanza che trovi, nelle Marche ad esempio è usanza inziare il carnevale a Sant’Antonio il 17 gennaio, in altre a Santo Stefano oppure dopo l’Epifania oppure la Candelora (2 febbraio) ma rigorosamente i festeggiamenti finisco con la Quaresima, periodo di penitenza e moderazione che inizia con il “Mercoledì delle Ceneri” per finire la “Domenica delle Palme”.
E’ il periodo che rievocano i quaranta giorni in cui Gesù digiunò pregando nel deserto, e i cristiani si preparano all’arrivo della Pasqua.
A Carnevale troviamo il corteo delle Maschere che sono diavoli o le anime dei morti che riaffiorano e si confondono con i vivi.
Alla fine della festa però il re Carnevale lascia un testamento dove denuncia i mali della città per liberare il popolo dai peccati e per fare ciò deve essere ucciso.
Una morte violenta (bruciamento, annegamento, fucilazione) che aiuti a purificare.
Solitamente a fine del rito di morte avveniva un rito di fecondità l’annuncio pubblico dei fidanzamenti poiché una coppia che si unisce produrrà per analogia la fertilità del suolo e l’abbondanza delle messi.
In Valle D’Aosta ad esempio a Carnevale viene rievocata la leggenda di San Martino che convocò il diavolo per fargli costruire un ponte in muratura per poter attraversare il torrente.
Egli accettò chiedendo in cambio l’anima del primo passato sul ponte, il santo fece però passare un cena e derise il diavolo.
Ancora oggi viene fatto il corte che termina con un rogo tra risa e scherzi e alla fine le ceneri vengono buttate nel torrente.
E nella vostra regione quali sono le usanze e rievocazioni tipiche?
