I disturbi del comportamento alimentare poco conosciuti
Oggi vi presentiamo un nuovo approfondimento molto interessante della dottoressa Giamaica Conti sui disturbi alimentari meno noti.
I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono una vera e propria malattia, la prima causa di morte fra le malattie psichiatriche, e si riscontrano sempre più frequentemente in ragazze giovani, ma anche in soggetti di trenta, trentacinque anni. Il DCA è un “male di vivere” che forse nasce da un rapporto distorto con la famiglia e con gli altri, ma prima di tutto con se stessi, con la propria individualità. Alla fine degli anni Sessanta le patologie alimentari hanno subito un impressionante aumento, dovuto al fatto che questi disturbi costituiscono l’espressione estrema del cambiamento delle aspettative sociali nei confronti delle donne.
Come si arriva al DCA?
Si decide di mettersi a dieta; all’inizio solo con l’intenzione di modificare il proprio corpo, ma in seguito questo comportamento rinforza il senso di autocontrollo e di conseguenza la sensazione del proprio valore (io sono più brava di altri nel fare questa cosa perciò valgo di più). In questa fase hanno un grosso peso i rinforzi sociali! Le amiche le invidiano perché riescono a stare a dieta e a dimagrire, le persone in genere fanno loro complimenti per la loro forma fisica. Per i primi giorni digiunare è faticoso ma i risultati le compensano della fatica, anzi rinforzano la loro autostima. Purtroppo, quando le diete sono troppo drastiche, portano il corpo ad avere comportamenti biologici funzionali alla sopravvivenza; viene così prodotta una quantità di serotonina (neurotrasmettitore che seda la sofferenza e il dolore) molto superiore alla norma e così, per i primi tempi, queste ragazze sentono di avere una forza e delle capacità superiori alla norma. Questo periodo, che è quello più critico per l’instaurarsi della malattia, viene definito “luna di miele con l’anoressia”. A questo punto si instaura un meccanismo che è quello che rende così difficile la cura di questa malattia: la sensazione che provano queste ragazze di aver trovato la cura per i propri problemi. Così come l’alcolista considera l’alcol il sostegno di cui ha bisogno per affrontare delle situazioni in cui si sente inadeguato e poi cade in una dipendenza invalidante. Con il protrarsi della dieta, che diventa sempre più restrittiva, anche questo vantaggio iniziale viene a mancare ed inizia la fase della depressione, della fobia per il cibo, della percezione errata della propria immagine corporea, la scomparsa del ciclo mestruale. Molte ragazze ed anche adulti, per motivi diversi, devono osservare una dieta dimagrante, ma non per questo sviluppano questa malattia. Questa è la perplessità di molte persone. In effetti ci si è molto interrogati su questo punto e tuttora gli studi sono in corso, sia a livello biologico che psichico. Una cosa che si ritrova sempre in questi casi è la presenza di un fattore precipitante che scatena il disturbo. Possono esserci tutti i fattori che predispongono a sviluppare la malattia, ma non si sviluppa perché manca il fattore precipitante. Una ragazza che soffre di questo disturbo l’ha definito “la goccia che fa trabocca il vaso”. Quella goccia dà inizio all’insoddisfazione corporea. L’insoddisfazione per il proprio peso, per l’aspetto fisico, porta a fare una dieta. Come già detto, la cosa particolare è che in questi casi la dieta è severa e viene utilizzata per aumentare la propria autostima, ci si gioca il senso di autocontrollo ed il proprio valore personale; questa è la differenza rispetto al semplice perdere qualche chilo.
Quali sono i DCA?
– Anoressia (di cui esistono diverse classi)
– Bulimia
– Consuzione
– Disturbo da alimentazione incontrollata
– Intolleranze
– Iperfagia
– Malnutrizione
– Ortoressia
– Paroressia
– Picacismo
– Sindrome da alimentazione notturna
– Sindrome da rialimentazione
Li conosciamo tutti?
Purtroppo no. Risposta decisa e precisa. Si conoscono, infatti, solo l’anoressia, la bulimia, la malnutrizione, le intolleranze, ma le altre classi di disturbo alimentare? Se ne parla meno perché causano problemi più lievi? Sicuramente colpiscono un numero più ridotto di persone, ma sono disturbi da non sottovalutare al fine del mantenimento delle migliori condizioni di salute e benessere di un individuo. Specifichiamo il significato di alcuni di questi disturbi.
CONSUZIONE: astenia grave e protratta dovuta a malattie croniche non curate o mal curate e all’invecchiamento. Vorremmo far notare che durante l’invecchiamento è importantissimo alimentarsi bene per non peggiorare uno stato di salute che è sempre più spesso compromesso, per fare in modo da non assumere cibi che interferiscano con i farmaci assunti dalle persone anziane e al contrario permettere al principio attivo di un farmaco di agire meglio.
DISTURBO DELL’ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA: presenta le caratteristiche dell’abbuffata tipica della bulimia, senza però presentarne i comportamenti tipici di quest’ultima quali il vomito, l’abuso di lassativi e/o diuretici, digiuno successivo. È una patologia molto diffusa tra gli adolescenti che sfogano le loro tensioni sul cibo, dopo un periodo di dieta, cercando in nutrimenti dolci o salati il loro conforto, con la conseguenza di forti coliche addominali. Come tutti i disturbi del comportamento alimentare, il BED necessita di un approccio multidisciplinare che preveda una collaborazione tra psichiatra, internista, dietologo e psicologo. La dieta deve correggere l’equilibrio metabolico tenendo possibilmente conto dei gusti del paziente; la terapia farmacologica, se ritenuta opportuna, si avvale della somministrazione di antidepressivi e ansiolitici, mentre la terapia cognitivo-comportamentale può risolvere le problematiche relazionali legate al dismorfismo corporeo (ad es. eccesso di peso) e/o alla dismorfofobia.
IPERFAGIA: aumento incontrollato dell’appetito. Può essere causato dallo squilibrio nella produzione di ormoni che regolano il senso di appetito come la colecistochinina e la leptina. In relazione all’assunzione di cibi molto pesanti si ha anche un notevole aumento della colesterolemia.
ORTORESSIA: è la forma di attenzione paranoica alle regole alimentari e a tutto ciò che riguarda la salute alimentare. Molto spesso chi è affetto da questo disturbo eccede nella privazione o nell’assunzione di macro e micronutrienti ricevendo informazioni non troppo precise riguardo i dosaggi dei nutrienti e di oligoelementi nella dieta. Soprattutto l’assunzione o l’eliminazione di alcuni cibi dalla propria dieta, in caso di assunzione di farmaci, allergie, carenze di elementi non diagnosticate, può condurre ad un peggioramento dello stato di salute della persona. Nelle forme più maniacali la persona arriva al convincimento che tutta la sua vita e gli esiti di qualsiasi esperienza derivino dall’approccio che si ha con il cibo.
PARORESSIA: indica la predilezione molto spiccata ad ingerire certe sostanze attraverso l’alimentazione. I soggetti che normalmente hanno questa propensione sono le donne in stato di gravidanza, mentre l’ingestione diventa patologica quando una persona continua ad assumere sostanze non nutritive, che nulla apportano al proprio regime alimentare.
PICACISMO: ingestione incontrollata e continuata di sostanze non nutritive come legno, gesso, carta sabbia. La patologia è diagnosticata in bambini di età compresa tra 18-24 mesi che per un arco di tempo molto prolungato continuano ad assumere sostanze inappropriate e non nutrienti senza comprendere gli stimoli educativi che porterebbero alla cessazione di queste pratiche. Alla base di questo comportamento c’è quasi sempre una carenza di ferro o potrebbe essere sintomo, nei bambini, di una parassitosi intestinale. Sono soggette a sviluppare un comportamento di tal genere anche le donne in gravidanza che tendono ad assumere sostanze sconsigliate quali salumi crudi, ghiaccio, verdure crude.
SINDROME DELL’ALIMENTAZIONE NOTTURNA: è dovuta principalmente a situazioni di stress e alla scarsa stima di se stessi. Si manifesta con il rifiuto del cibo di mattina e con il finire, nel giro di poco tempo, ad abbuffarsi di notte per sopperire alla difficoltà della persona di addormentarsi se non a stomaco pieno. È evidente che si va incontro ad un completo squilibrio delle fasi giornaliere di assunzione del cibo con conseguente aumento del colesterolo, squilibrio ormonale, stati depressivi e insonnia grave.
SINDROME DA RIALIMENTAZIONE: si verifica dopo un lungo stadio di malnutrizione. In questo caso la dieta è l’unica “cura” possibile e dovrebbe essere ricca di tiamina (vitamina B1), calcio magnesio e potassio in modo da ridonare vigore e benessere e piacere nell’assunzione del cibo alla persona. Molto spesso è lo stato che segue all’anoressia nervosa e quindi ad un lungo e snervante periodo in cui a persona si è privata quasi completamente del cibo.
Dott.sa Giamaica Conti
Laurea di primo livello in Biologia della Nutrizione, indirizzo trasformazione e conservazione delle risorse alimentari
Laurea di secondo livello in Sc. Biomolecolari e Biofunzionali, indirizzo Biologia molecolare PhD student in Nanotecnologie e nanomateriali per applicazioni biomediche
