I molti volti del torrone

Se ci affacciamo sulla rete per cercare quale sia l'origine di un prodotto tradizionale come il torrone, ci ritroviamo di fronte a molteplici teorie che si rifanno a cenni storici più o meno veritieri. Così, come in altre occasioni, preferiamo citare le diverse campane, ognuna delle quali supporta le proprie teorie con tracce storiche, lasciando a voi il giudizio finale su quale sia la vera storia. Per quello che ci riguarda riteniamo che da quando l'uomo ha iniziato a comunicare con i propri simili,  ha diffuso e fatto apprezzare le proprie esperienze in ogni settore,  confondendo le tracce delle origini dei propri costumi ed usi. In ogni regione ritroviamo spesso prodotti tipici simili alle regioni confinanti, cambiano solo piccole cose a seconda dell'influenza della cultura del luogo, che danno vita ad una serie infinita di varianti.
Ma torniamo al torrone.
Di seguito riportiamo un articolo con ricetta sul torrone di Cremona tratto da
: Sardinia Cucina internazionale e da Sperlari

la storia del torrone: l'origine e il nome
Quando e dove è nato il torrone? La sua origine è avvolta nel mistero. Cercando di risalire il corso della storia si arriva addirittura in Cina: pare che il torrone sia nato lì, luogo dal quale proviene storicamente la mandorla.
Sarebbero stati gli arabi a portarlo nel bacino del Mediterraneo, in Sicilia, in Spagna, e a Cremona, strategico porto fluviale sul Po. Il torrone sarebbe quindi una variazione della famosa "cubbaita" o "giuggiolena", dolce arabo fatto di miele e sesamo.
 "Turròn" è un termine spagnolo alquanto discusso e secondo le tesi degli studiosi iberici il torrone sarebbe ad ogni modo di derivazione araba. L'inizio della produzione di torroni tradizionali in Spagna si fa risalire al XVI secolo.
In Italia, tra il 1100 e il 1150, Gherardo Cremonese tradusse il "De medicinis e cibis semplicibus", scritto dal medico di Cordova Abdul Mutarrif. Vi si esaltavano le virtù del miele e veniva citato un dolce arabo: il " turun". A Cremona, i rivenditori sostengono comunque che il torrone nacque lì, nel 1441, durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, quando venne confezionato in forma di Torrazzo (l'alta torre campanaria del duomo della città), da cui avrebbe preso il nome.
Secondo un'altra tradizione infine, furono gli antichi Romani a tramandarci la ricetta di questa ghiottoneria. Nel 116 circa a.C., Marco Terenzio Marrone il Reatino citava il gustoso "Cuppedo": "Cupeto" è ancora oggi il nome del torrone in molte zone dell'Italia Meridionale.
Anche l'etimologia del nome "torrone" ci porta dallo spagnolo turròn = abbrustolito (derivato di turrar = arrostire), al latino torrere = tostare

Questo delizioso dolce natalizio può vantare una ricca storia e tradizione. E' un dolce tipico cremonese fatto di ingredienti semplici e naturali: zucchero, miele, albume d'uovo, mandorle o nocciole.
Secondo la tradizione il torrone nacque il 25 ottobre 1441, il giorno del matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. In quella speciale occasione, i pasticceri di corte decisero di terminare il sontuoso banchetto di nozze con un dolce rappresentante Cremona, la città che la sposa portò in dote.
Oggi il torrone è disponibile in diverse varietà: alla mandorla, alla nocciola, duro o tenero, ricoperto di cioccolato, al gianduia, e riesce sempre a soddisfare le esigenze di tutti i consumatori.

Torrone di Cremona

Dosi per 1,500 Kg circa di torrone: 
300 g di miele – 300 g di zucchero semolato – 100 g di acqua – 
150 g di nocciole pelate e tostate – 550 g di mandorle pelate e tostate – 150 g di canditi tritati (scorze di arancia e di cedro )–
 3 albumi d’uovo – 1 busta di vanillina – la scorza grattugiata di 2 limoni – una trentina di grosse ostie da pasticceria.

Mettete il miele nella pirofila, ponete il recipiente a bagnomaria e lasciatelo cuocere a fuoco basso per un’ora e mezzo o più, mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno.
Il miele sarà pronto quando, versandone una goccia in poca acqua fredda si solidificherà.
Poco prima che il miele sia cotto versate in una casseruola lo zucchero e l’acqua e fatelo cuocere sempre mescolando.
Anche lo zucchero sarà pronto quando una goccia versata in un piattino formerà una perla bianca e croccante.
Montate a neve ben soda gli albumi, quindi uniteli al miele ormai pronto.
Con questa aggiunta il miele si gonfierà, diventando bianco e spumoso, continuate a mescolare per altri cinque minuti, quindi aggiungete anche lo zucchero e mescolate ancora sino a quando il composto, dopo essersi ristretto, comincerà a indurire.
Unite allora le mandorle, le nocciole, la frutta candita, la scorza dei limoni grattugiata, la vanillina e mescolate con cura e a lungo, in modo da riuscire ad amalgamare tutto perfettamente.
Foderate con metà ostie lo stampo.
Versate il composto nello stampo, livellate bene la superficie e coprite con le ostie rimaste.
Lo spessore del composto dovrebbe essere di circa 3 cm.
Ponete sopra le ostie un tagliere o un’assicella di legno e su questa dei pesi e lasciate riposare così per circa mezz’ora.
Solo allora capovolgete lo stampo su un ripiano e, con un grosso coltello, tagliate il torrone a pezzi della misura desiderata.
Avvolgete i pezzi ottenuti prima in carta pergamena e poi in fogli d’alluminio e conservateli in luogo fresco e asciutto in una scatola o in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.

La preparazione del torrone è piuttosto difficile, ed è necessaria la collaborazione di qualcuno perché sia il composto di torrone sia lo zucchero vanno mescolati senza interruzione durante la cottura. E’ importante cuocere il miele a bagnomaria, anche se questo richiede molto tempo, e non cuocerlo direttamente sul fuoco.
Durante la cottura l’acqua del bagnomaria tenderà a evaporare e dovrete quindi aggiungerne altra, sempre bollente, poco per volta. Potrete preparare anche un torrone di sole mandorle, aumentando la dose a 700 g ed eliminando nocciole e canditi.


links utili

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Sperlari
Pernigotti
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