"L'Epifania tutte le feste si porta via"

La leggenda della Befana
Con la tradizione cristiana la Befana non c'entra proprio niente, ma nella tradizione popolare c'è una leggenda che in qualche modo la inserisce come protagonista di questa festa religiosa. I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perché là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione. I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare. Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse da ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino. E così ogni anno, la sera dell' Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c'è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.

  Un po' strega e un po' celtica...

La befana e conosciuta dai bambini perché porta i doni nella notte dell'Epifania. Il nome "befana", befa2.gif (6642 byte)infatti, è la versione popolaresca del termine greco "epifania" con cui viene denominata la festa che segue il Natale e che commemora la visita dei Magi a Gesu. Ma che rapporto c'è tra la favolosa vecchia che porta i doni e la festa cristiana dell'Epifania? A occhio e croce nessuno. Tra l'altro gli studiosi delle tradizioni etnico-popolari fanno notare come la Befana, al contrario di Gesù Bambino e Santa Lucia, conservi anche un tratto ambiguo, quasi da strega. Ma come tutte le tradizioni anche la befana si può analizzare con una tecnica archeologica, cercando di scavare gli strati delle varie epoche per arrivare alle tracce di quelle piu antiche.

La "vecchia" che si brucia in piazza per festeggiare la fine dell'anno: un simbolo della ciclicita del tempo che continuamente finisce e ricomincia. E' un simbolo antico e pagano che suggestiona anche noi moderni dell'era tecnologica. E la tradizione della "vecchia" non è diffusa solo nelle zone in cui la befana distribuisce i suoi doni, è molto presente anche nel nord Italia. E' infatti una tradizione dei popoli celtici, che erano insediati in tutta la pianura padana e su parte delle Alpi. I Celti celebravano strani riti (officiati da maghi-sacerdoti chiamati druidi) durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati alle fiamme per onorare divinità misteriose. Divinità che non dovevano essere molto benigne, se è vero quanto riferiscono alcune fonti: in epoche antiche e feroci all'interno dei fantocci si legavano vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra. Insomma la befana è un personaggio molto meno rassicurante degli altri portatori di doni che tutti abbiamo conosciuto da bambini.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!


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