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I LIEVITATI

Come ben sappiamo ogni pasticceria che si rispetti, arricchisce la propria gamma di prodotti con dolci tradizionali. La maggior parte di questi sono rappresentati da dolci festivi lievitati, vedi panettone, pandoro, colomba, babà ecc. Ma cosa significa lievitati e come si procede?

Partiamo dal presupposto che ogni professionista ha i suoi accorgimenti e metodi, la base principale è costituita da un impasto formato da farina, lievito, acqua. Questo impasto di base può essere arricchito con burro, latte, olio ecc. andando a costituire una base arricchita. La prima base è solitamente il punto di partenza per la panificazione, la seconda, arricchita, è la base di partenza per la produzione di dolci. Ci sono poi diversi metodi nel procedere per creare un prodotto lievitato. Si può iniziare a lavorare tutti gli ingredienti in un'unica volta, impastando e lasciando poi la massa in lievitazione o formando l’impasto ottenuto e farlo poi lievitare negli stampi o forme di cottura. Questa è una procedura molto più sbrigativa che  accorcia molto i tempi di produzione, ma non permette di ottenere lievitazioni soffici e fitte. L’arto metodo consiste nel comporre l’impasto partendo da una base minima di ingredienti, che poi viene fatta lievitare ed aggiunti ingredienti mano a  mano che si procede nell’impasto. A secondo del prodotto finale che si vuol ottenere si possono avere anche più di quattro lievitazioni con aggiunta graduale di ingredienti. Un classico esempio di questa proceduta è costituito dal panettone, che solitamente viene impastato e poi fatto lievitare per tre volte, per poi metterlo negli stampi di cottura dove viene fatta effettuare l’ultima lievitazione prima della cottura. Come potete immaginare il tipo di pasta che si ottiene è particolarmente delicata e sensibile al calore, agli urti. Nel mondo della pasticceria esistono macchinari come le celle di lievitazione dove gli impasti o i prodotti da cuocere sono lasciati a lievitare in maniera controllata tramite computer che controllano i parametri di calore ed umidità fino a bloccare la lievitazione con il freddo. Ovviamente chi vuol preparare un dolce in casa dovrà ovviare a questa carenza coprendo l’impasto con un panno umido e crearsi una piccola camera di lievitazione con temperatura favorevole per il procedimento.

Per capire come agisce la temperatura sulla lievitazione diamo un’occhiata a questi dati:

a 30°  i saccaromiceti batteri responsabili della lievitazione, raggiungono la massima attività. Temperatura ottimale per la lievitazione.

Oltre i 45°  i lieviti vengono inattivati. Oltre i  60° si sviluppa gas da attività enzimatica.

A 80° circa inizia a liberarsi vapore acqueo che favorisce la dilatazione delle bollicine di gas dell’impasto. Da questo punto in poi inizia la fase di cottura con l’aumento di volume dell’impasto e cottura finale.


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